
Milan
Rivera: «Gli americani hanno un modo di fare calcio che io non capisco. Quando se n’è andato Maldini non mi hanno più invitato e si sono dimenticati di me anche alla festa dei 125 anni»
La tensione tra le leggende del passato e la proprietà attuale del Milan torna prepotentemente al centro del dibattito, in un momento in cui la cultura identitaria del club sembra scontrarsi con le nuove logiche gestionali imposte dalla dirigenza statunitense. Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, Gianni Rivera ha espresso apertamente il proprio dissenso verso l'attuale corso rossonero, sottolineando una crescente distanza tra la società e le icone che hanno scritto la storia del club. Secondo l'ex Pallone d'Oro, tale rottura si sarebbe cristallizzata dopo l'addio di Paolo Maldini, portando all'esclusione di figure storiche persino dalle recenti celebrazioni per il centoventicinquesimo anniversario della fondazione. Questa frattura solleva interrogativi profondi sulla strategia comunicativa e relazionale del club verso il suo patrimonio sportivo. Ecco come le diverse testate stanno analizzando le dichiarazioni rilasciate dal Golden Boy del calcio italiano.

